domenica 19 gennaio 2014

Marduk - Heaven Shall Burn... When We Are Gathered

Titolo: Heaven Shall Burn... When We Are Gathered
Artista: Marduk
Anno di pubblicazione: 1996
Nazionalità: Svezia

La quintessenza del black metal. Chitarre tanto veloci che a stento si riesce a seguire quell'accenno di melodia che viene suonata, batteria massacrante, basso pressoché inudibile e scream di quelli che fanno gelare il sangue nelle vene. Il tutto condito da testi pieni di riferimenti a messe nere, satanismo e tutto l'armamentario black condensato in poco più di una mezz'ora (e meno male, aggiungo io). In apertura a Glorification of the Black God (un titolo che è tutto un programma) si cita pure la Notte sul Monte Calvo di Musorgskij, che si potrebbe cercare di più?
Non sarà al livello di Those of the Unlight o Opus Nocturne ma rimane nettamente più valido di quella schifezza di Panzer Division Marduk.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6

lunedì 13 gennaio 2014

This Town Needs Guns - Animals

Titolo: Animals
Artista: This Town Needs Guns
Anno di pubblicazione: 2008
Nazionalità: UK

Prendi il math rock, rendi più liquide e piacevoli le chitarre, aggiungici un cantante da fare invidia agli Hoobastank e delle liriche depresse su amori perduti che nemmeno gli Smiths. E un cincillà, così gli snob si sentono colti anche in ambito di scienze naturali. Ciao.



Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 5.5

giovedì 26 dicembre 2013

J'Accuse... Amore Mio - Faust'O

Titolo: J'Accuse... Amore Mio
Artista: Faust'O
Anno di pubblicazione: 1980
Nazionalità: Italia

New Wave all'italiana. Drum-machine, chitarra, sassofono e tastiere. Più voce teatrale che sembra quella di Renato Zero. Onestamente il genere non lo gradisco granché ma il primo album di Faust'O, Suicidio, l'avevo trovato piuttosto bello, soprattutto per la crudezza delle liriche (strumentalmente non si discosta poi molto da quel po' che conosco del genere, mi vengono soprattutto in mente i primi Ultravox). Questa volta mi è sembrato tutto troppo addolcito, sintetizzato.. falso, insomma. Una mezza delusione (Love Story mi era piaciuto ancor meno quindi non è che nutrissi grandi aspettative). Un'occasione sprecata, aggiungerei. A questo punto preferisco ascoltarmi Alberto Camerini che è più semplice e privo fronzoli.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 5.5

domenica 15 dicembre 2013

Voivod - Killing Technology

Titolo: Killing Technology
Artista: Voivod
Anno di pubblicazione: 1987
Nazionalità: Quebec, Canda

Avevo letto in giro, a proposito dei Voivod, che Dimensions Hatross (il loro album successivo) non aveva mai avuto il riconoscimento meritato perché prima di lui era uscito un disco di thrash metal della miglior fatta e col successivo Nothingface avevano data una sterzata progressiva di altissima qualità (per intenderci, in Nothingface c'è una cover di Astronomy Domine, mica quelle cagate pseudo-prog che capita di ascoltare oggi).
Per quel che mi riguarda, confermo: Killing Technology è uno dei migliori dischi thrash che mi sia mai capitato di ascoltare. Nove (o sette, dipende se nella versione su vinile o su cd) tracce veloci e aggressive, con qualche assolo di chitarra che però non stona affatto (anche perché decisamente breve) e rette da una sezione ritmica irresistibile. La voce di Denis D'Amour, poi, credo sia stata una delle migliori in tutta la storia dell'heavy metal.
Se poi siete di quelli che del metal di solito non apprezzano le liriche, qua avrete una bella sorpresa: che siano contro il nucleare (Overreaction) o altre branche della tecnologia (Ravenous Medicine o la title-track), o anche solo quando si parla di una nave carcere che getta i prigionieri nello spazio con una sola ora di ossigeno, sono sempre ben scritti. Roba ai livelli di Pull the Plug dei Death.
E la copertina spacca. Quindi questo disco è fico.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5

sabato 30 novembre 2013

Motorhead - Overkill

Titolo: Overkill
Artista: Motorhead
Anno di pubblicazione: 1979
Nazionalità: UK

Il disco è decisamente famoso, quindi non mi dilungherò. E' hard rock sporco e veloce (e misogino, ma c'è davvero bisogno di dirlo?). Lemmy ha la voce marcia. Però è un disco talmente immediato che non credo possa non piacere. Almeno per la title-track, Stay Clean, No Class o Capricorn. Alla fine se ascolto hard rock voglio roba grezza e questo disco ha tutto quello che si può desiderare dal genere. 34 minuti, poi è pure la durata che chiunque può reggere senza problemi.

Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5

mercoledì 16 ottobre 2013

Aethenor - Faking Gold and Murder

Titolo: Faking Gold and Murder
Artista: Aethenor
Anno di pubblicazione: 2009
Nazionalità: internazionali

Gli Aethenor sono un supergruppo in cui milita, tra gli altri, Stephen O'Malley dei Sunn O))) (nomino solo lui perché è l'unico di cui conosca un po' il lavoro). Quindi ci si dovrebbe aspettare un album drone di quelli decisamente pesanti, visto che in ogni caso anche il resto del gruppo proviene da quel mondo.
Non è così, per fortuna: complice la presenza di due percussionisti e di una chitarra aggiunta, Faking Gold and Murder non si perde dietro stratificazioni sonore, anzi. Tra le distorsioni elettroniche e i campionamenti ambientali la batteria, pur essendo opprimente al punto giusto, aiuta agiudare il resto della strumentazione attraverso diverse atmosfere (chiaramente, trattandosi un disco di musica definita sperimentale, non si può fare a meno di far suonare le tracce come un continuum anche se sono in realtà quattro). Secondo alcuni uno dei punti forti dell'album sono le liriche da profeta dell'apocalisse di David Tibet (Current 93, altro ospite). Personalmente il suo stile non mi fa impazzire.
Ad ogni modo si tratta di un disco inquietante ma molto valido. Va però detto che nello stesso anno è uscito L'autopsie phenomenale de Dieu  di Kreng e quello sì che è un disco di musica sperimentale coi controcazzi.

Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7

venerdì 13 settembre 2013

Portugal. The Man - Waiter: "You Vultures!"

Titolo: Waiter: "You Vultures!"
Artista: Portugal. The Man
Anno di pubblicazione: 2006
Nazionalità: Alaska, USA

Quello che mi piace particolarmente dei Portugal. The Man è la loro capacità di suonare molto personali pure quando si confrontano con scene musicali piuttosto codificate. Così Church Mouth può benissimo essere letto come una loro rivisitazione del blues e The Satanic Satanist come un omaggio (ancor più palese) alla scena psichedelica degli anni '60.
Waiter: "You Vultures!" fu il loro primo album e le coordinate stilistiche sono in questo caso prevalentemente quei gruppi alternative americani che si sono lasciati influenzare e dal rock progressivo e dall'emo. At the Drive-In su tutti e non credo sia un caso che tanto questo quanto il successivo Church Mouth siano usciti per la stessa casa discografica di Relationship of Command.
Si tratta di un album in cui, per quanto sia già evidente dove andranno a parare in seguito questi ragazzi (una parte del testo di How the Leopard Got His Spots sarà il leitmotiv vocale di It's Complicated Being a Wizard) la matrice sonora di riferimento occupa un posto importante al punto che, assieme alle linee vocali androGine caratteristiche del gruppo possiamo ascoltare momenti di canto sgolato in perfetto stile emo assieme a sprazzi di schizofrenia abrasiva che in seguito sarà completamente trasfigurata.
Rispetto ai dischi successivi, caratterizzati da uno stile eclettico e "bizzarro" ma sempre molto elegante e posato, Waiter: "You Vultures!" suona decisamente più viscerale.
Epperò se si va ad ascolare la conclusione Guns... Guns... Guns, colla sua sovrapposizione di distorsioni elettroniche, piano jazz e un discorso campionato mi chiedo se non abbiano comunque perso qualcosa, nonostante tutto.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5