Titolo: The Golden Age
Artista: Woodkid
Anno di pubblicazione: 2013
Nazionalità: Francia
Quattordici brani pop accompagnati da archi e pianoforte. Più, a seconda dei casi, fiati, percussioni, insomma tutto quello che serve per potergli arrangiamenti come "orchestrali" (termine che non volevo usare ma non mi viene in mente altro). Evviva Evviva, direbbe qualcuno. Io dico solo che il tutto sa di colonna sonora (non per nulla Yoann Lemoine viene dalla regia di video musicali) di un film ambientato ad inizio '900, probabilmente un storia di mare (appunto, essendo molto cinematografico può suggerire molto all'ascoltatore). Bene, questi i punti positivi. Di negativo? L'attitudine indie che ultimamente non riesco a mandare giù, il risultare volutamente vintage in maniera troppo manifesta (come se ogni brano dicesse "ehi, ascolta, sono uscito nel 2013 e si sente, ma sono costruito come un pezzo pop vecchio di mezzo secolo") e gli arrangiamenti troppo "eccessivi" per i miei gusti. Se non fosse una parola troppo pesante, lo definirei persino "pomposo". Ah, il gioco postmoderno di aggiornare ai nostri tempi cose vecchie sapendo che sono vecchie e quindi facendo notare il tutto descrivendole in maniera assolutamente contemporanea (sì, è una spiegazione contorta che potrebbe benissimo essere fatta meglio e con meno parole, ma non mi interessa). Onestamente, è un atteggiamento che mi ha un po' stancato. Anche più di un po'. Per fortuna i pezzi buoni ci sono (Stabat Mater e Run Boy Run, per citarne solo due).
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6
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domenica 20 luglio 2014
lunedì 13 gennaio 2014
This Town Needs Guns - Animals
Titolo: Animals
Artista: This Town Needs Guns
Anno di pubblicazione: 2008
Nazionalità: UK
Prendi il math rock, rendi più liquide e piacevoli le chitarre, aggiungici un cantante da fare invidia agli Hoobastank e delle liriche depresse su amori perduti che nemmeno gli Smiths. E un cincillà, così gli snob si sentono colti anche in ambito di scienze naturali. Ciao.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 5.5
Artista: This Town Needs Guns
Anno di pubblicazione: 2008
Nazionalità: UK
Prendi il math rock, rendi più liquide e piacevoli le chitarre, aggiungici un cantante da fare invidia agli Hoobastank e delle liriche depresse su amori perduti che nemmeno gli Smiths. E un cincillà, così gli snob si sentono colti anche in ambito di scienze naturali. Ciao.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 5.5
martedì 18 dicembre 2012
Dum Dum Girls - Only in Dreams
Titolo: Only in Dreams
Artista: Dum Dum Girls
Anno di pubblicazione: 2011
Nazionalità: California, USA
Avevo fatto partire questo disco credendo di trovarmi di fronte a un album firmato Sun City Girls (uno di quei gruppi che conosco solo per nome e in cui ripongo molte aspettative). Quando è partita Bedroom Eyes ho capito il mio errore ma ho proseguito nell'ascolto. Dopo trentacinque minuti posso dire che, per quanto Bedroom Eyes possa sembrare il tipico brano poppeggiante senza molto da dire, Only in Dreams è un buon disco pop, che può vantarsi della bella voce di Dee Dee e di distorsioni e feedback chitarristici tali da creare un muro sonoro indistinto da manuale di shoegaze. Senza raggiungere la bellezza di dischi come Nowhere dei Ride, ma è anche vero che non sono più gli anni '90.
Dimenticanza a cui occorre porre rimedio: Hold Your Hand mi ricordava Sunday Morning ad un primo ascolto. In realtà non è vero. Credo somigli di più a Lady Godiva's Operation. Sempre di Velvet Underground si parla. Vabbeh, scusate la parentesi e saluti.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6
Artista: Dum Dum Girls
Anno di pubblicazione: 2011
Nazionalità: California, USA
Avevo fatto partire questo disco credendo di trovarmi di fronte a un album firmato Sun City Girls (uno di quei gruppi che conosco solo per nome e in cui ripongo molte aspettative). Quando è partita Bedroom Eyes ho capito il mio errore ma ho proseguito nell'ascolto. Dopo trentacinque minuti posso dire che, per quanto Bedroom Eyes possa sembrare il tipico brano poppeggiante senza molto da dire, Only in Dreams è un buon disco pop, che può vantarsi della bella voce di Dee Dee e di distorsioni e feedback chitarristici tali da creare un muro sonoro indistinto da manuale di shoegaze. Senza raggiungere la bellezza di dischi come Nowhere dei Ride, ma è anche vero che non sono più gli anni '90.
Dimenticanza a cui occorre porre rimedio: Hold Your Hand mi ricordava Sunday Morning ad un primo ascolto. In realtà non è vero. Credo somigli di più a Lady Godiva's Operation. Sempre di Velvet Underground si parla. Vabbeh, scusate la parentesi e saluti.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6
venerdì 5 ottobre 2012
The Smiths - The Queen Is Dead
Titolo: The Queen Is Dead
Artista: The Smiths
Anno di pubblicazione: 1986
Nazionalità: UK
Per questo disco ho letto catalogazioni di ogni tipo. Per quel che mi riguarda,dico semplicemente che ha un'atmosfera malinconica di quelle perfette per ragazzi sui diciassette/vent'anni, un cantato molto intonato e gradevole ma che in fin dei conti non mi ha entusiasmato e una sezione strumentale abbastanza carina. Insomma, siamo più o meno ai livelli dei Cure di Disintegration. Se quello vi piacque, questo vi piacerà e viceversa. A me non è dispiaciuto, in ogni caso (Frankly, Mr. Shankly, la title-track o I Know It's Over non sono male, ad esempio). Tutti abbiamo ascoltato almeno una volta The Boy With the Thorn in His Side.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6
Artista: The Smiths
Anno di pubblicazione: 1986
Nazionalità: UK
Per questo disco ho letto catalogazioni di ogni tipo. Per quel che mi riguarda,dico semplicemente che ha un'atmosfera malinconica di quelle perfette per ragazzi sui diciassette/vent'anni, un cantato molto intonato e gradevole ma che in fin dei conti non mi ha entusiasmato e una sezione strumentale abbastanza carina. Insomma, siamo più o meno ai livelli dei Cure di Disintegration. Se quello vi piacque, questo vi piacerà e viceversa. A me non è dispiaciuto, in ogni caso (Frankly, Mr. Shankly, la title-track o I Know It's Over non sono male, ad esempio). Tutti abbiamo ascoltato almeno una volta The Boy With the Thorn in His Side.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6
martedì 24 luglio 2012
A.R. Kane - 69
Titolo: 69
Artista: A.R. Kane
Anno di pubblicazione: 1988
Nazionalità: UK
Artista: A.R. Kane
Anno di pubblicazione: 1988
Nazionalità: UK
Ammetto di avere sottovalutato parecchio questo disco. Credevo si trattasse di un disco di shoegaze dall'anima pop (non vale la pena chiederne il motivo, si tratta di associazioni su cui non ho intenzione di interrogarmi), ma 69 è un po' più interessante di così: è innegabile che il tipo di sonorità sia quello dello shoegaze con tanto di marasma fumoso di effetti da cui fa timidamente capolino una melodia. L'unica differenza è l'effetto complessivo: se un album come Nowhere dei Ride possiede dopotutto un'anima pop facilmente individuabile, la musica degli A.R. Kane è molto più soffusa e avvolgente, tanto da farmi venire in mente prima i Talk Talk di Spirit of Eden che i My Bloody Valentine. Suggestionati dalla copertina e dal titolo di uno dei brani, l'impressione che mi ha dato è quella di trovarsi dentro un banco di balene (capodogli, a parafrasare con un minimo di coerenza) e ascoltare i loro versi. Ma siccome qua si va sull'onirico e si spiega poco del disco in sé, concludo dicendo che se si apprezzano i classici gruppi post-rock inglesi (Talk Talk, Bark Psychosis e simili), questo è un ascolto assolutamente più consigliato che per gli amanti di shoegaze e affini. L'unica differenza col post-rock che tutti conosciamo è che è un disco molto più onirico (ma di paragoni col dream pop non voglio farne, accontentatevi di questo accenno).
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
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