Titolo: Our Moon Is Full
Artista: Strings of Consciousness
Anno di pubblicazione: 2007
Nazionalità: Multiculturale
Tendenzialmente col post-rock del 2000 non vado molto d'accordo: molto spesso ci si perde dietro soluzione da colonna sonora che non mi hanno mai entusiasmato (per citare un nome nostrano, i Giardini di Mirò). Ovviamente le dovute eccezioni ci sono (per citare di nuovo un nome nostrano, And Then We Met Impero dei Meganoidi) . Questo Our Moon Is Full si situa a metà strada: i momenti di distensione si alternano molto bene con quelli più inquietanti, la musica acustica con quella elettronica e il recitato con le parti puramente strumentali per creare un disco tutto sommato molto compatto e godibile. Nulla di particolarmente originale, questo è vero (pensiamo ai 65daysofstatic o agli Explosions in the Sky) però laddove quei gruppi sono molto spesso troppo "sognanti" e "ambientali", in Our Moon Is Full si nota una ricerca un po' meno banale. Insomma, che lo provi anche chi di post-rock non ha poi ascoltato molto. O chi non ne sa nulla.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7
lunedì 26 agosto 2013
lunedì 12 agosto 2013
Fucked Up - Hidden World
Titolo: Hidden World
Artista: Fucked Up
Anno di pubblicazione: 2006
Nazionalità: Canada
Teoricamente i Fucked Up vengono associati all'hardcore punk. Se può essere vero per la velocità a cui suonano e la cazzutaggine che ci mettono, alla fine il risultato non può certo dirsi hardcore in senso stretto, soprattutto a causa delle chitarre ipereffettate che fanno tanto shoegaze col loro muro sonoro sotto il quel si riconoscono degli ottimi riff (che comunque suonati in questo modo rendono molto più che se fossero puliti). Quanto alla batteria, l'altro strumento particolarmente presente, aiuta parecchio a creare il crescendo drammatico dei pezzi, soprattutto quando si eclissa per un paio di minuti per poi ritornare più incazzata di prima (vedi la title-track).Cantato cattivo e urlato al limite del growl. Liriche possenti, di cui alcune (come Crusades) che, cantate in un modo più pomposo o meno asciutto (e suonate in maniera più tamarra) potrebbero benissimo trovarsi in un disco di gruppi come Manilla Road o Virgin Steele. Nettamente superiore al successivo The Chemistry of Common Life.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 8
Artista: Fucked Up
Anno di pubblicazione: 2006
Nazionalità: Canada
Teoricamente i Fucked Up vengono associati all'hardcore punk. Se può essere vero per la velocità a cui suonano e la cazzutaggine che ci mettono, alla fine il risultato non può certo dirsi hardcore in senso stretto, soprattutto a causa delle chitarre ipereffettate che fanno tanto shoegaze col loro muro sonoro sotto il quel si riconoscono degli ottimi riff (che comunque suonati in questo modo rendono molto più che se fossero puliti). Quanto alla batteria, l'altro strumento particolarmente presente, aiuta parecchio a creare il crescendo drammatico dei pezzi, soprattutto quando si eclissa per un paio di minuti per poi ritornare più incazzata di prima (vedi la title-track).Cantato cattivo e urlato al limite del growl. Liriche possenti, di cui alcune (come Crusades) che, cantate in un modo più pomposo o meno asciutto (e suonate in maniera più tamarra) potrebbero benissimo trovarsi in un disco di gruppi come Manilla Road o Virgin Steele. Nettamente superiore al successivo The Chemistry of Common Life.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 8
martedì 23 luglio 2013
Mortem - Slow Death
Titolo: Slow Death
Artista: Mortem
Anno di pubblicazione: 1989
Nazionalità: Norvegia
Hellhammer e Sverd, rispettivamente batterista e tastierista (qui alla chitarra) degli Arcturus, prima di entrare negli Arcturus. Tredici minuti di death metal cupo e asfissiante, che si fa ricordare più per la sezione ritmica che per altro.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 4.5
Artista: Mortem
Anno di pubblicazione: 1989
Nazionalità: Norvegia
Hellhammer e Sverd, rispettivamente batterista e tastierista (qui alla chitarra) degli Arcturus, prima di entrare negli Arcturus. Tredici minuti di death metal cupo e asfissiante, che si fa ricordare più per la sezione ritmica che per altro.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 4.5
venerdì 5 luglio 2013
Gorguts - Considered Dead
Titolo: Considered Dead
Artista: Gorguts
Anno di pubblicazione: 1991
Nazionalità: Quebec, Canada
L'equivalente di Leprosy dei Gorguts. Doppia cassa martellante, riff killer e taglienti, growl degno di Schuldiner e pure delle linee di basso parecchio buone. Il tutto a supporto di tematiche estremamente crude e putrescenti: si va dall'angosciante storia di un uomo perduto in una giungla che cade in una fossa e là, attorniato da cadaveri, marcisce e perde la sua unica possibilità di salvezza (Bodily Corrupted) a narrazioni di un'epidemia di peste (Considered Dead) o di chi muore sepolto vivo da una tormenta di neve (Stiff and Cold). Tutti brani narrati in prima persona. Se non vi viene in mente Pull the Plug vuol dire che di death metal non avete mai ascoltato nulla. E questo (come Scream Bloody Gore) potrebbe essere un ottimo inizio.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
Edit dell'ultimo minuto: a leggere tutto questo potrebbe sembrare che si tratti della quintessenza del death metal classico della Florida (al di là della provenienza dei Gorguts). In realtà ci sono dentro molta più tecnica e abilità di quanto possa sembrare. Provare Hematological Allergy per credere.
Artista: Gorguts
Anno di pubblicazione: 1991
Nazionalità: Quebec, Canada
L'equivalente di Leprosy dei Gorguts. Doppia cassa martellante, riff killer e taglienti, growl degno di Schuldiner e pure delle linee di basso parecchio buone. Il tutto a supporto di tematiche estremamente crude e putrescenti: si va dall'angosciante storia di un uomo perduto in una giungla che cade in una fossa e là, attorniato da cadaveri, marcisce e perde la sua unica possibilità di salvezza (Bodily Corrupted) a narrazioni di un'epidemia di peste (Considered Dead) o di chi muore sepolto vivo da una tormenta di neve (Stiff and Cold). Tutti brani narrati in prima persona. Se non vi viene in mente Pull the Plug vuol dire che di death metal non avete mai ascoltato nulla. E questo (come Scream Bloody Gore) potrebbe essere un ottimo inizio.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
Edit dell'ultimo minuto: a leggere tutto questo potrebbe sembrare che si tratti della quintessenza del death metal classico della Florida (al di là della provenienza dei Gorguts). In realtà ci sono dentro molta più tecnica e abilità di quanto possa sembrare. Provare Hematological Allergy per credere.
sabato 22 giugno 2013
The Jesus Lizard - Head
Titolo: Head
Artista: The Jesus Lizard
Anno di pubblicazione: 1990
Nazionalità: Illinois, USA
Un'oasi di depravazione.
Valutazione personale: 8
Artista: The Jesus Lizard
Anno di pubblicazione: 1990
Nazionalità: Illinois, USA
Un'oasi di depravazione.
Valutazione personale: 8
giovedì 20 giugno 2013
Ultravox - Ultravox!
Titolo: Ultravox!
Artista: Ultravox
Anno di pubblicazione: 1977
Nazionalità: UK
Conoscevo gli Ultravox solo per Vienna, e devo dire che a me il synth pop di quel tipo lì fa un po' schifo. Tuttavia, siccome se si guarda in giro la prima parte della loro carriera è considerata abbastanza bene ho deciso di provare anche questo.
Trattandosi di un album del '77 non ho idea della validità dell'etichetta post punk, ma direi che il paragone più immediato e lusinghiero che mi viene in mente è con The Modern Dance dei Pere Ubu.
Che non si fraintenda, però: Ultravox! è un disco sì nichilista in pieno stile new wave (vedi I Want to Be a Machine, probabilmente il miglior pezzo dell'album), ma rimane un prodotto estremamente accessibile. Brani come Slip Away potrebbero benissimo sentirsi in discoteca, Lonely Hunter ha un basso funky irresistibile e The Wild, the Beatiful and the Damned è una ballata pwer che più power non si può con tanto di assolone di chitarra (con qualche modifica potrebbe benissimo stare in un disco dei Savatage, per dire). Ciononostante rimane parecchio coinvolgente, anche grazie ad un bellissimo uso del violino e delle tastiere.
Insomma, siamo su tutt'altri livelli rispetto a Vienna, anche se un assaggio di quel disco lo si può avere nella conclusiva My Sex (che appunto mi sembrato il momento peggiore). Non si potrà considerare un capolavoro, ma trovo che si tratti davvero di un buon ascolto.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7
Artista: Ultravox
Anno di pubblicazione: 1977
Nazionalità: UK
Conoscevo gli Ultravox solo per Vienna, e devo dire che a me il synth pop di quel tipo lì fa un po' schifo. Tuttavia, siccome se si guarda in giro la prima parte della loro carriera è considerata abbastanza bene ho deciso di provare anche questo.
Trattandosi di un album del '77 non ho idea della validità dell'etichetta post punk, ma direi che il paragone più immediato e lusinghiero che mi viene in mente è con The Modern Dance dei Pere Ubu.
Che non si fraintenda, però: Ultravox! è un disco sì nichilista in pieno stile new wave (vedi I Want to Be a Machine, probabilmente il miglior pezzo dell'album), ma rimane un prodotto estremamente accessibile. Brani come Slip Away potrebbero benissimo sentirsi in discoteca, Lonely Hunter ha un basso funky irresistibile e The Wild, the Beatiful and the Damned è una ballata pwer che più power non si può con tanto di assolone di chitarra (con qualche modifica potrebbe benissimo stare in un disco dei Savatage, per dire). Ciononostante rimane parecchio coinvolgente, anche grazie ad un bellissimo uso del violino e delle tastiere.
Insomma, siamo su tutt'altri livelli rispetto a Vienna, anche se un assaggio di quel disco lo si può avere nella conclusiva My Sex (che appunto mi sembrato il momento peggiore). Non si potrà considerare un capolavoro, ma trovo che si tratti davvero di un buon ascolto.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7
lunedì 10 giugno 2013
Amebix - Redux
Titolo: Redux
Artista: Amebix
Anno di pubblicazione: 2010
Nazionalità: UK
Musica tra hardcore punk ed heavy metal. La consapevolezza politica dell'uno e la cafonaggine dell'altro. Se i Napalm Death li avevo trovati quantomeno interessanti per le tematiche (per quanto il grindcore non mi piaccia come genere), gli Amebix trovano il giusto compromesso: tra atmosfere opprimenti ma mai lente (dimentichiamoci il doom) e invettive politiche e antireligiose c'è tutto il necessario per ottenere un prodotto di qualità. Oltre a questo ho ascoltato il loro primo EP (datato 1982). Dopo ventott'anni continuano a spaccare i culi.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7
Artista: Amebix
Anno di pubblicazione: 2010
Nazionalità: UK
Musica tra hardcore punk ed heavy metal. La consapevolezza politica dell'uno e la cafonaggine dell'altro. Se i Napalm Death li avevo trovati quantomeno interessanti per le tematiche (per quanto il grindcore non mi piaccia come genere), gli Amebix trovano il giusto compromesso: tra atmosfere opprimenti ma mai lente (dimentichiamoci il doom) e invettive politiche e antireligiose c'è tutto il necessario per ottenere un prodotto di qualità. Oltre a questo ho ascoltato il loro primo EP (datato 1982). Dopo ventott'anni continuano a spaccare i culi.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7
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