Visualizzazione post con etichetta death metal. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta death metal. Mostra tutti i post

venerdì 5 luglio 2013

Gorguts - Considered Dead

Titolo: Considered Dead
Artista: Gorguts
Anno di pubblicazione: 1991
Nazionalità: Quebec, Canada

L'equivalente di Leprosy dei Gorguts. Doppia cassa martellante, riff killer e taglienti, growl degno di Schuldiner e pure delle linee di basso parecchio buone. Il tutto a supporto di tematiche estremamente crude e putrescenti: si va dall'angosciante storia di un uomo perduto in una giungla che cade in una fossa e là, attorniato da cadaveri, marcisce e perde la sua unica possibilità di salvezza (Bodily Corrupted) a narrazioni di un'epidemia di peste (Considered Dead) o di chi muore sepolto vivo da una tormenta di neve (Stiff and Cold). Tutti brani narrati in prima persona. Se non vi viene in mente Pull the Plug vuol dire che di death metal non avete mai ascoltato nulla. E questo (come Scream Bloody Gore) potrebbe essere un ottimo inizio.

Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5

Edit dell'ultimo minuto: a leggere tutto questo potrebbe sembrare che si tratti della quintessenza del death metal classico della Florida (al di là della provenienza dei Gorguts). In realtà ci sono dentro molta più tecnica e abilità di quanto possa sembrare. Provare Hematological Allergy per credere.

domenica 10 febbraio 2013

Alchemist - Jar of Kingdoms

Titolo: Jar of Kingdoms
Artista: Alchemist
Anno di pubblicazione: 1993
Nazionalità: Australia

Il 1993 fu un anno eufemisticamente importante per la scena death metal: tra Elements, Individual Thought Patterns e Focus, la scena più sperimentale produsse alcuni tra i suoi dischi migliori. E quanto al death metal di stampo classico, Covenant dei Morbid Angel è uno dei migliori nel suo genere. Tutta roba americana, se ben si nota. Gli Alchemist invece provenivano dall'Australia e avevano all'epoca all'attivo un unico demo, Eternal Wedlock, che si faceva notare un po' per il basso pulsante e un po' per la schizofrenia andante. Viste le premesse, Jar of Kingdom sarebbe stato un album caratterizzato da cambi di tempo repentini e poco altro (magari più vicino al mathcore dei Lethargy). Invece si tratta di un disco in cui il growl incomprensibile di Adam Agius svetta su motivetti che potrebbero benissimo stare in un album indie rock (Brumal - A View from Pluto), dove si può ascoltare una chitarra pulitissima flirtare con una altrettanto distorta mentre il basso effettato suona come un synth, in cui i cambi di ritmo possono sopraggiungere in ogni momento; un disco che in alcuni momenti suona persino swing (per quanto violentato dal death metal). Un concept album sul misticismo e l'anima come parte del tutto trasportato in un viaggio astrale che si conclude con la contemplazione di Dio(?). Prendete i Gojira di From Mars to Sirius, togliete loro ogni influenza sludge e l'ambientalismo per mettere math rock, death metal di stampo più crudo e fantascienza/olismo. Ecco, se non ci avete capito nulla avrete una idea del disco. In altre parole, ascoltatelo che ne vale la pena.

Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 8

Post Scriptum: nel '93 sono usciti anche Above the Light dei Sadist (Italia) e The Spectral Sorrow degli Edge of Sanity (Svezia). Che non si pensi che la scena death metal importante sia limitata ai soli Stati Uniti.

giovedì 26 luglio 2012

Entombed - Left Hand Path

Titolo: Left Hand Path
Artista: Entombed
Anno di pubblicazione: 1990
Nazionalità: Svezia

Lo sanno tutti che le specialità musicali dell'area scandinava sono due: black metal e death metal. Ovviamente i profani non sono avvezzi a distinguere le sottili (eppure notevoli) sfumature che distinguono release oramai sempre più simili tra olor, ma stiamo parlando di un disco di 22 anni fa. Quindi il discorso è leggermente diverso. Se qualcuno ha un minimo di confidenza con il metal estremo sa che la differenza più notevole tra il (death) metal scandinavo e quello americano sta nell'atmosfera: quanto è tagliente e aggressiva la seconda, tanto macilenta e catacombale la seconda (chiaramente eccezioni come gli Autopsy sono calcolate). Ecco, gli Entombed, come i contemporanei Carnage del resto, esprimono alla perfezione questo senso di decadimento nonostante una proposta musicale aggressiva e veloce, a cui bisogna aggiugnere de testi che nonostante scadano in qualche cliché anticristiano riescono pure ad essere abbastanza originali. Se ci si lascia affascinare da questo tipo di atmosfere e non si hanno pregiudizi in merito al metal, questo disco vale almeno un ascolto. Chiaramente nulla di particolarmente originale, ma se non altro ha il pregio di essere fatto davvero bene.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6.5