Titolo: Cop
Artista: Swans
Anno di pubblicazione: 1984
Nazionalità: New York, USA
Orrore. Non è estremo come Filth, ma il suo dovere lo fa anche troppo bene. La title-track è il minimo d'ascolto richiesto.
Valutazione personale per chi cercava qualcosa da leggere e non l'ha trovato: 8
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sabato 27 aprile 2013
domenica 14 aprile 2013
Fear Factory - Soul of a New Machine
Titolo: Soul of a New Machine
Artista: Fear Factory
Anno di pubblicazione: 1992
Nazionalità: California, USA
Riff veloci, taglienti eppure dal groove irresistibile (roba che neppure i Pantera di Cowboys from Hell) uniti ad una batteria massacrante, un growl la cui comprensibilità è sempre sul filo del rasoio e che viene sempre affiancato ad una voce pulita filtrata elettronicamente (ascoltare Big God/Raped Souls e poi confrontare con Evolutionary Sleeper dei Cynic). Pure, se prendiamo un pezzo come Suffer Age, potremmo benissimo stare ascoltando un estratto da Scream Bloody Gore (album di debutto dei Death, per i neofiti), con tanto di schitarrata iniziale che fa tanto anni '80. Aggiungiamo liriche impegnate socialmente e momenti in cui il cantato raggiunge velocità folli (una spruzzata di Napalm Death, insomma). Se riuscite a concepire tutto questo insieme avrete un'dea del motivo per cui i Fear Factory siano un'istituzione del metal estremo (industrial soprattutto). Non credo sia un caso se tra i riff di Self Immolation ce ne sia uno che è praticamente identico a quello di Snap Your Fingers, Snap Your Neck dei Prong (altro gruppo fondamentale per nascita e sviluppo di sonorità di questo tipo). Cleansing però uscirà solo nel 1994.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 8.5
Artista: Fear Factory
Anno di pubblicazione: 1992
Nazionalità: California, USA
Riff veloci, taglienti eppure dal groove irresistibile (roba che neppure i Pantera di Cowboys from Hell) uniti ad una batteria massacrante, un growl la cui comprensibilità è sempre sul filo del rasoio e che viene sempre affiancato ad una voce pulita filtrata elettronicamente (ascoltare Big God/Raped Souls e poi confrontare con Evolutionary Sleeper dei Cynic). Pure, se prendiamo un pezzo come Suffer Age, potremmo benissimo stare ascoltando un estratto da Scream Bloody Gore (album di debutto dei Death, per i neofiti), con tanto di schitarrata iniziale che fa tanto anni '80. Aggiungiamo liriche impegnate socialmente e momenti in cui il cantato raggiunge velocità folli (una spruzzata di Napalm Death, insomma). Se riuscite a concepire tutto questo insieme avrete un'dea del motivo per cui i Fear Factory siano un'istituzione del metal estremo (industrial soprattutto). Non credo sia un caso se tra i riff di Self Immolation ce ne sia uno che è praticamente identico a quello di Snap Your Fingers, Snap Your Neck dei Prong (altro gruppo fondamentale per nascita e sviluppo di sonorità di questo tipo). Cleansing però uscirà solo nel 1994.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 8.5
martedì 26 marzo 2013
Vampire Rodents - War Music
Titolo: War Music
Artista: Vampire Rodents
Anno di pubblicazione: 1991
Nazionalità: Canada
Vedete subito cosa c'è di strano in questa copertina, no? Beh, più o meno è lo stesso per la musica: rumori, campionamenti, montaggio giocato molto sul ritmo e pochissimo sulla melodia, testi intrisi di humor grottesco, voce che le regole base del cantato le segue solo quando ha voglia; e basta ascoltare già l'iniziale Dumme Weisse Menschen per questo. Poi ci sono pezzi irresistibilmente accattivanti che ad un ascolto attento si rivelano essere concentrati di umorismo macabro come Abortion Clinic Deli, strutturata come un'allegra marcetta pubblicitaria, salvo promuovere il consumo in massa di feti abortiti. Laddove tutto dovrebbe essere normale, c'è un elemento spiazzante e inquietante messo in bella vista come se fosse la cosa più normale del mondo. Immagino sia questo il fascino dei Vampire Rodents. Peccato avere ascoltato Lullaby Land senza fare attenzione ai testi, prima o poi rimedierò.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
Artista: Vampire Rodents
Anno di pubblicazione: 1991
Nazionalità: Canada
Vedete subito cosa c'è di strano in questa copertina, no? Beh, più o meno è lo stesso per la musica: rumori, campionamenti, montaggio giocato molto sul ritmo e pochissimo sulla melodia, testi intrisi di humor grottesco, voce che le regole base del cantato le segue solo quando ha voglia; e basta ascoltare già l'iniziale Dumme Weisse Menschen per questo. Poi ci sono pezzi irresistibilmente accattivanti che ad un ascolto attento si rivelano essere concentrati di umorismo macabro come Abortion Clinic Deli, strutturata come un'allegra marcetta pubblicitaria, salvo promuovere il consumo in massa di feti abortiti. Laddove tutto dovrebbe essere normale, c'è un elemento spiazzante e inquietante messo in bella vista come se fosse la cosa più normale del mondo. Immagino sia questo il fascino dei Vampire Rodents. Peccato avere ascoltato Lullaby Land senza fare attenzione ai testi, prima o poi rimedierò.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
martedì 19 marzo 2013
Swans - Filth
Titolo: Filth
Artista: Swans
Anno di pubblicazione: 1983
Nazionalità: New York, USA
Batteria pompatissima e martellante, chitarra che suoni non ne fa ma produce solo rumori, liriche sconnesse e violente che peggio di così non so cosa possa uscire e una voce perfettamente in linea con le direttive di cui sopra. Eppure uno di quei dischi che prendono sin dal primo istante, anche se sono malvagi. Praticamente un capolavoro.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 9
Artista: Swans
Anno di pubblicazione: 1983
Nazionalità: New York, USA
Batteria pompatissima e martellante, chitarra che suoni non ne fa ma produce solo rumori, liriche sconnesse e violente che peggio di così non so cosa possa uscire e una voce perfettamente in linea con le direttive di cui sopra. Eppure uno di quei dischi che prendono sin dal primo istante, anche se sono malvagi. Praticamente un capolavoro.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 9
domenica 30 dicembre 2012
Einstürzende Neubauten - Kollaps
Titolo: Kollaps
Artista: Einstürzende Neubauten
Anno di pubblicazione: 1981
Nazionalità: Germania
Ancora
una volta abbiamo a che fare con un album industrial. C'è però da dire che gli
Einstürzende Neubauten non hanno nulla a che fare coll'industrial pompato da
discoteca (per quanto inquietante possa essere) di Skrew e compagni. La loro
proposta l'ho sempre vista come una di quelle che tenta, con strumentazione
insolita (tra cui lastre di metallo, martelli pneumatici e altro ancora) di
trasmettere l'angoscia provocata dalla società industriale. Industrial nel
senso letterale del termine, in altre parole. Kollaps è stato il loro primo
album ed è composto di brani di breve durata dalla percussivtà ossessiva e metallica,
sferzate metalliche che suonano come una sega circolare che trancia un pezzo
d'acciaio e trapanano le orecchie e soprattutto dalla voce sofferente e urlata
di Blixa Bargeld (roba che i peggiori screamers black metal gli fanno una sega,
per essere volgare). Trattandosi del primo album la cosa suona comunque un po'
zoppicante, come se si trattasse di qualche idea messa lì per vedere come
viene, ma l'ascolto di un pezzo come la title-track, otto minuti di mantra
industriale allucinato e perverso, fanno già capire la classe del gruppo.
Classe che con opere del calibro di Die Zeichnungen Des Patienten O.T. che, pur
usando i suoni più concreti che ci siano, riesce ad essere uno degli album più
astratti di mia conoscenza (anche solo per un brano come Vanadium I-Ching) o
Halber Mensch, che riesce ad aggiungere ad un proposta così audace suggestioni
da discoteca (Yu-Gung) e religiose (il coro di Halber Mensch). Personalmente li
ritengo uno dei gruppi più importanti di tutti gli anni '80.
Valutazione
personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
sabato 29 dicembre 2012
Skrew - Burning in Water, Drowning in Flame
Titolo: Burning in Water, Drowning in Flame
Artista: Skrew
Anno di pubblicazione: 1992
Nazionalità: Texas, USA
Industrial metal di quello pesante. I due gruppi che mi verrebbe immediatamente da citare sono Godflesh e Ministry. L'unico problema è che mentre Streetcleaner e The Land of Rape and Honey sono due dei migliori album industrial di sempre, questo non è minimamente al loro livello. Per quanto Burning in Water, Drowning in Flame sia un disco carico di cattiveria, violenza e simili amenità (vedi Charlemagne) non riesce a scrollarsi di dosso una sensazione di falso da fare accapponare la pelle. Sarà colpa della miscela di industrial, metal e hip hop di Poisonous o dei ritmi da discoteca di Prey Flesh. Intendiamoci, cose del genere non è che non mi piacciano a priori, il problema è che in questo disco sembrano messe lì a caso per non si capisce bene quale motivo. Ciononostante, se si vogliono ascoltare dei bei brani c'è l'ottima title-track con la sua drum-machine tanto cadenzata, metallica e asettica da farmi venire in mente subito i Cop Shoot Cop (e Ask Questions Later è uno dei miei dischi preferiti) e la dinamica Indestructible che oltre ad essere una delle tracce migliori è anche una delle più ballabili. In realtà gli elementi buoni ci sono (la voce non è tra quelli, purtroppo, ma se Jourgensen riesce a cantare nei Ministry questa non è una scusante) il problema è che non sono sfruttati granché bene, a mio parere. Ah, e per chi lo desiderasse c'è pure una cover di Sympathy for the Devil dei Rolling Stones. Anche quella non è male.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6
Artista: Skrew
Anno di pubblicazione: 1992
Nazionalità: Texas, USA
Industrial metal di quello pesante. I due gruppi che mi verrebbe immediatamente da citare sono Godflesh e Ministry. L'unico problema è che mentre Streetcleaner e The Land of Rape and Honey sono due dei migliori album industrial di sempre, questo non è minimamente al loro livello. Per quanto Burning in Water, Drowning in Flame sia un disco carico di cattiveria, violenza e simili amenità (vedi Charlemagne) non riesce a scrollarsi di dosso una sensazione di falso da fare accapponare la pelle. Sarà colpa della miscela di industrial, metal e hip hop di Poisonous o dei ritmi da discoteca di Prey Flesh. Intendiamoci, cose del genere non è che non mi piacciano a priori, il problema è che in questo disco sembrano messe lì a caso per non si capisce bene quale motivo. Ciononostante, se si vogliono ascoltare dei bei brani c'è l'ottima title-track con la sua drum-machine tanto cadenzata, metallica e asettica da farmi venire in mente subito i Cop Shoot Cop (e Ask Questions Later è uno dei miei dischi preferiti) e la dinamica Indestructible che oltre ad essere una delle tracce migliori è anche una delle più ballabili. In realtà gli elementi buoni ci sono (la voce non è tra quelli, purtroppo, ma se Jourgensen riesce a cantare nei Ministry questa non è una scusante) il problema è che non sono sfruttati granché bene, a mio parere. Ah, e per chi lo desiderasse c'è pure una cover di Sympathy for the Devil dei Rolling Stones. Anche quella non è male.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6
mercoledì 17 ottobre 2012
Disco Inferno - D.I. Go Pop
Titolo: D.I. Go Pop
Artista: Disco Inferno
Anno di pubblicazione: 1994
Nazionalità: UK
I Disco Inferno si danno al pop. Certo, per quanto si possa dare al pop un gruppo di musica industruale. Cut-up, rumorismi, ritmi percussivi e martellanti e simili amenità. Per quanto riguarda il pop, ve ne è una sottilissima venatura easy-listening nell'iniziale In Sharky Water (che è comunque la più danzereccia); questa venatura si ispessisce sempre di più fino ad arrivare a A Whole Wide World Ahead che è probabilmente un ottimo compromesso tra le due soluzioni. L'idea è molto carina e le soluzioni pure (grazie anche a qualche ritmo trascinante), soprattutto considerato l'anno di pubblicazione. Dubito però che chi non avesse un minimo di interesse nel panorama industrial (quello inglese che fa capo a gruppi come i Cabaret Voltaire, precisiamo) lo apprezzerebbe.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7
Artista: Disco Inferno
Anno di pubblicazione: 1994
Nazionalità: UK
I Disco Inferno si danno al pop. Certo, per quanto si possa dare al pop un gruppo di musica industruale. Cut-up, rumorismi, ritmi percussivi e martellanti e simili amenità. Per quanto riguarda il pop, ve ne è una sottilissima venatura easy-listening nell'iniziale In Sharky Water (che è comunque la più danzereccia); questa venatura si ispessisce sempre di più fino ad arrivare a A Whole Wide World Ahead che è probabilmente un ottimo compromesso tra le due soluzioni. L'idea è molto carina e le soluzioni pure (grazie anche a qualche ritmo trascinante), soprattutto considerato l'anno di pubblicazione. Dubito però che chi non avesse un minimo di interesse nel panorama industrial (quello inglese che fa capo a gruppi come i Cabaret Voltaire, precisiamo) lo apprezzerebbe.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7
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