Titolo: Overkill
Artista: Motorhead
Anno di pubblicazione: 1979
Nazionalità: UK
Il disco è decisamente famoso, quindi non mi dilungherò. E' hard rock sporco e veloce (e misogino, ma c'è davvero bisogno di dirlo?). Lemmy ha la voce marcia. Però è un disco talmente immediato che non credo possa non piacere. Almeno per la title-track, Stay Clean, No Class o Capricorn. Alla fine se ascolto hard rock voglio roba grezza e questo disco ha tutto quello che si può desiderare dal genere. 34 minuti, poi è pure la durata che chiunque può reggere senza problemi.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
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sabato 30 novembre 2013
giovedì 27 dicembre 2012
Black Sabbath - Master of Reality
Titolo: Master of Reality
Artista: Black Sabbath
Anno di pubblicazione: 1971
Nazionalità: UK
Se si parla di quei gruppi hard rock che continuo ad ascoltare tutt'ora, non posso non citare i Black Sabbath. Sarà banale, ma il loro primo album continuo a considerarlo uno dei migliori di tutto il rock "cattivo" di sempre (e parlo anche di un pezzi come The Warning o Behind the Wall of Sleep). Con buona pace degli intellettualoni di turno. Venendo a Master of Reality, contine almeno uno dei miei pezzi preferiti di tutta la disografia dei Black Sabbath, ovvero Children of the Grave. Rispetto alla doppietta Black Sabbath & Paranoid, quest'album è decisamente meno roccioso (meno blues volendo) ed ha una maggiore gamma di soluzioni (prendiamo la ballata Solitude, con tanto di accompagnamento di flauto, che ci fa capire come si possa poi arrivare a Changes su Vol. 4). Resta comunque la solidità del riff ripetuto (mai quanto poteva esserlo in un brano come N.I.B.) cosa che mi fa comunque preferire questo disco a un Sabbath Bloody Sabbath che è anche troppo dispersivo persino nei pezzi migliori (Killing Yourself to Live o Sabbra Cadabra). Cercando di mettere ordine (e meno parentesi), il succo è: un disco di hard rock cupo, distorto, roccioso ma senza esagerare e pure breve (appena 34 minuti). Aggiungiamoci dei bei testi a metà tra il sociale e l'occulto (vedi Into the Void) e siamo tutti contenti.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
Artista: Black Sabbath
Anno di pubblicazione: 1971
Nazionalità: UK
Se si parla di quei gruppi hard rock che continuo ad ascoltare tutt'ora, non posso non citare i Black Sabbath. Sarà banale, ma il loro primo album continuo a considerarlo uno dei migliori di tutto il rock "cattivo" di sempre (e parlo anche di un pezzi come The Warning o Behind the Wall of Sleep). Con buona pace degli intellettualoni di turno. Venendo a Master of Reality, contine almeno uno dei miei pezzi preferiti di tutta la disografia dei Black Sabbath, ovvero Children of the Grave. Rispetto alla doppietta Black Sabbath & Paranoid, quest'album è decisamente meno roccioso (meno blues volendo) ed ha una maggiore gamma di soluzioni (prendiamo la ballata Solitude, con tanto di accompagnamento di flauto, che ci fa capire come si possa poi arrivare a Changes su Vol. 4). Resta comunque la solidità del riff ripetuto (mai quanto poteva esserlo in un brano come N.I.B.) cosa che mi fa comunque preferire questo disco a un Sabbath Bloody Sabbath che è anche troppo dispersivo persino nei pezzi migliori (Killing Yourself to Live o Sabbra Cadabra). Cercando di mettere ordine (e meno parentesi), il succo è: un disco di hard rock cupo, distorto, roccioso ma senza esagerare e pure breve (appena 34 minuti). Aggiungiamoci dei bei testi a metà tra il sociale e l'occulto (vedi Into the Void) e siamo tutti contenti.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 7.5
domenica 16 dicembre 2012
Alice Cooper - KIller
Titolo: Killer
Artista: Alice Cooper
Anno di pubblicazione: 1971
Nazionalità: Michigan, USA
Come chiunque abbia avuto un passato da metallaro, anch'io ho avuto un periodo di passione per hard rock e derivati. Ora come ora questa passione si è spenta quasi del tutto (salvo alcuni intramontabili) ma ogni tanto non mi dispiace ascoltare qualcosa. Di Alice Cooper all'epoca ero un grande fan soprattutto perché troppo pesante per essere davvero glam come voleva mostrarsi (il che gli fa superare con un balzo i vari Def Leppard, Dokken e persino i Twisted Sister), ma lo conoscevo principalmente solo per i suoi pezzi più famosi (che sia Poison o School's Out lascio a voi la scelta). Diverso tempo fa avevo ascoltato uno dei suoi primi album (Love It to Death per chi fosse interessato) e mi aveva sorpreso per alcuni brani quantomeno raffinati per essere un semplice disco di hard rock (la ballata Second Coming o Ballad of Dwight Fry), così mi son deciso a non rifiutare la possibilità di un secondo ascolto. Kilelr risale allo stesso anno ma mi sembra nettamente più valido del predecessore; al di là dei soliti brani hard rock (Under my Wheels, Be My Lover, Yeah, Yeah, Yeah) credo che valga pena di ascoltare Killer per la presenza di tematiche violente (la title-track e Desperado) e brani lunghi e articolati in maniera diversa rispetto al solito verso-ritornello-verso-ritornello-assolo-ritornello (Halo of Flies) e soprattutto per Dead Babies che è al limite del punk rock. No, questa è un'esagerazione, ma di certo pochissimi gruppi hard rock "normali" oserebbero scrivere un pezzo del genere.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6.5
Artista: Alice Cooper
Anno di pubblicazione: 1971
Nazionalità: Michigan, USA
Come chiunque abbia avuto un passato da metallaro, anch'io ho avuto un periodo di passione per hard rock e derivati. Ora come ora questa passione si è spenta quasi del tutto (salvo alcuni intramontabili) ma ogni tanto non mi dispiace ascoltare qualcosa. Di Alice Cooper all'epoca ero un grande fan soprattutto perché troppo pesante per essere davvero glam come voleva mostrarsi (il che gli fa superare con un balzo i vari Def Leppard, Dokken e persino i Twisted Sister), ma lo conoscevo principalmente solo per i suoi pezzi più famosi (che sia Poison o School's Out lascio a voi la scelta). Diverso tempo fa avevo ascoltato uno dei suoi primi album (Love It to Death per chi fosse interessato) e mi aveva sorpreso per alcuni brani quantomeno raffinati per essere un semplice disco di hard rock (la ballata Second Coming o Ballad of Dwight Fry), così mi son deciso a non rifiutare la possibilità di un secondo ascolto. Kilelr risale allo stesso anno ma mi sembra nettamente più valido del predecessore; al di là dei soliti brani hard rock (Under my Wheels, Be My Lover, Yeah, Yeah, Yeah) credo che valga pena di ascoltare Killer per la presenza di tematiche violente (la title-track e Desperado) e brani lunghi e articolati in maniera diversa rispetto al solito verso-ritornello-verso-ritornello-assolo-ritornello (Halo of Flies) e soprattutto per Dead Babies che è al limite del punk rock. No, questa è un'esagerazione, ma di certo pochissimi gruppi hard rock "normali" oserebbero scrivere un pezzo del genere.
Valutazione personale per chi non ha voglia di leggere: 6.5
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